Ingegnere ambientale con attiva, innata vocazione per le attività artistiche, inizia come writer nel ’95 sui muri di Avellino dove, dopo qualche anno e diversi lavori, ottiene dal Sindaco il primo spazio autorizzato urbano con il progetto “Fantasia al Muro”: Avellino conquista il primato di città con spazi autorizzati dedicati all’Aerosol Art. L’idea ha eco nazionale, raccontata da innumerevoli articoli e pubblicazioni, anche internazionali. Si susseguono le collaborazioni, sperimentazioni, e si consolidano le partecipazioni alle attività artistico/culturali promosse dalle Amministrazioni pubbliche locali e non.

Il 2006 è l’anno in cui Percopo dà inizio al ciclo di lavori su tela con l’opera dal titolo Manicomio. Sarà la prima di una serie di splendide opere molte delle quali selezionate per importanti eventi e prestigiose mostre d’arte contemporanea; diversi inoltre i riconoscimenti conseguiti dall’artista, non manca la sua presenza in pubblicazioni artistiche anche internazionali che rendono oggi Percopo una presenza emergente riconosciuta nel mondo della pittura contemporanea.

Poetica

"La prima regola che mi son dato è che l’opera deve essere concepita prima di essere realizzata...e realizzata secondo una struttura logica dello spazio pittorico, contaminata dall’utilizzo di logiche matematiche e influenze geometriche: ciò probabilmente a ragione del mio percorso tecnico di studi, che ha inevitabilmente plasmato la mia forma-mentis, la mia vita e la mia arte. Alla base di questo modus operandi della mia pittura su tela...le mani! a loro ho affidato con cura il compito di eseguire concettualmente ciò che la mente disegna nel subconscio. Come? Il primo mattone nella costruzione di un’opera è nel suo titolo: esso concepisce la traccia emozionale, la visione soggettiva di un “reale”, capace di produrre un’opera autonoma, ferma, precisa. Essenziale diviene, in questo gioco, la corretta scelta del formato e delle cromaticità: seppur la rappresentazione si trovi costretta volontariamente fra i quattro lati del dipinto, essa può essere immaginata espandibile in una successione infinità “di attività”, supportate tutte dalla presenza incessante di colorazioni tanto terse quanto brillanti. Chiaro risulta il desiderio, sempre, di far ruotare la fase realizzativa del processo creativo, intorno ad un centro di gravità concettuale."

Man di Stelle. Selezionata dalla prof.ssa Biondolillo alla 1° Biennale Internazionale d'Arte di Palermo. dim 130 x 70 cm.  tecnica (spray, inchiostro e oggetti su tela). settembre 2012
Man di Stelle. Selezionata dalla prof.ssa Biondolillo alla 1° Biennale Internazionale d'Arte di Palermo. dim 130 x 70 cm. tecnica (spray, inchiostro e oggetti su tela). settembre 2012